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Svelati tutti i trucchetti che usano i distributori per ingannarti I Ecco le cose a cui devi fare caso

L’aumento del costo dei carburanti preoccupa l’attuale governo, e per questo motivo ha deciso di rendere obbligatoria la comunicazione del prezzo di vendita da parte degli esercenti, che dovranno esporlo ai distributori insieme alla media del prezzo giornaliero nazionale.

Dunque, i distributori di benzina sono obbligati a esporre il prezzo medio giornaliero pubblicato dal Ministero delle imprese. Inoltre, sono state rafforzate le sanzioni amministrative nei casi in cui avvengono violazioni.

Già nel 2022 la Guardia di Finanza ha scoperto 2.809 violazioni in materia di prezzi della benzina da parte dei distributori. 700 casi riguardavano la mancata esposizione o la disuguaglianza nei confronti dei prezzi indicati.

Le Forze dell’ordine sono riuscite a scovare anche un trucchetto. In alcuni casi, quando viene effettuato il pieno ad una pompa self, viene applicata la tariffa della pompa servito.

E’ il classico trucchetto che approfitta della distrazione degli automobilisti che non conoscono (e non si informano) rispetto alla corrispondenza tra i prezzi che sono stati esposti nei cartelli e quelli che invece sono indicati presso le pompe per il rifornimento. Per questi motivi, il ministro Giorgetti ancora prima di Natale ha richiesto alla Guardia di Finanza di aumentare i controlli nelle stazioni di servizio.

Aumento del costo dei carburanti: 12 centesimi di differenza tra distributori della stessa insegna

Questa situazione avviene in tutte le zone d’Italia. Attualmente, tra il prezzo minimo e quello massimo della benzina ci sono ben 17 centesimi di differenza. Non è raro che tra due distributori che appartengono alla medesima insegna, nello stesso giorno, ci sia una differenza di 12 centesimi al litro.

Per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini «sicuramente c’è speculazione in corso, perché non ci possono essere dei distributori che ce l’hanno a 1,70 e distributori che ce l’hanno a 2,40». Il prezzo della benzina risente parecchio dell’eliminazione del taglio delle accise, che era stato introdotto dal governo di Mario Draghi. Il taglio è costato circa un miliardo di euro alle casse pubbliche.

Parliamo quindi di una misura decisamente costosa, che l’attuale governo di Giorgia Meloni ha deciso di non rinnovare a partire dal 1 gennaio 2023. Il governo ha scelto di concentrare le proprie risorse sulla manovra che riguarda le bollette di imprese e famiglie. Per il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’ultima settimana ha visto aumentare il prezzo medio della benzina a 1,81 euro al litro. Quello del gasolio, invece, a 1,86 euro.