Home » Filtro antiparticolato, non provare a fare questa cosa: la sanzione prevista sfiora i 2000 euro

Filtro antiparticolato, non provare a fare questa cosa: la sanzione prevista sfiora i 2000 euro

In questa guida analizziamo cosa avviene quando ci si accorge che il FAP, ovvero il filtro antiparticolato,  ha bisogno di una rigenerazione,. Vi diremo poi  come eseguire la pulizia, quali siano  i prezzi dei kit e degli interventi in officina. Prendete carta e panne e seguiteci!

Il filtro antiparticolato (in termini tecnici: dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico), adottato per la prima volta nel 2000 (Peugeot 607) e via via impiegato da tutte le Case costruttrici, tanto da essere diventato oggi come oggi assolutamente  obbligatorio per tutte le vetture a partire dalla classe di inquinamento Euro 5 (2008), è un componente fondamentale per il mantenimento in efficienza del motore, oltre che  per la riduzione delle emissioni nocive. In special modo del particolato, ovvero le polveri sottili che costituiscono uno dei prodotti della combustione del gasolio e rappresentano una delle principali cause dello smog nei centri urbani.

Filtro antiparticolato Giornalemotori.it

In estrema sintesi, il FAP consiste, e lo diciamo per chi non è ancora pratico dell’ argomento,  in un elemento in carburo e silicio, posizionato esattamente  nel collettore di scarico “a valle” del catalizzatore. L’impiego di un additivo a base di cerina, all’interno di canaline e celle, trattiene come si deve  le polveri sottili aggregandole a particelle più grandi, per fare in maniera che esse vengano- in men che non si dica-  filtrate.

In base  poi a determinate condizioni di impiego del veicolo – se l’utilizzo avviene principalmente in città o fuori -, il filtro “si intasa”, o meglio,  si satura per accumulo di particolato. Questo può avvenire ad intervalli di qualche centinaio di km, alcune decine di ore o- a dire il vero-  anche di più.

Quando il FAP si è- purtroppo- saturo  di polveri sottili, la centralina elettronica del motore avvia, in maniere del tutto  automatica, il processo di rigenerazione del filtro antiparticolato  chiamato autorigenerazione .

Il conducente si accorge dell’inizio di questa fase dall’accendersi della spia del filtro antiparticolato posto  nel quadro strumenti. Nelle normali condizioni, il procedimento termina da se:  in sostanza, dopo solo  qualche minuto, la spia luminosa che segnala l’autorigenerazione si spegne. Per consentire un efficace procedimento, è bene- tuttavia-  procedere a media velocità (fra 60 km/h e 80-90 km/h), oltre che in maniera costante, per tutto il tempo dell’operazione, onde evitare guai!

Come procedere alla manutenzione 

Non tutte le vetture- però-  adottano lo stesso procedimento: posto che il motore non va mai spento durante l’autorigenerazione  e che quindi va  necessariamente tenuto sempre avviato, alcuni modelli consigliano vivamente  al conducente di non fermare la vettura, mentre altri chiedono il consenso prima di iniziare l’autorigenerazione, con il preciso scopo di   essere sicuri che questa  fase, assai delicata,  proceda e termini in maniera corretta.

Per questo, è importante consultare il libretto di uso e manutenzione della vettura dal momento che  serve a conoscere le modalità con cui la centralina di gestione segnala al conducente l’imminenza di un’autorigenerazione, e come comportarsi.

Ma veniamo ora a parlare della , la pulizia del FAP i cui  intervalli di tempo e percorrenza da tenere in considerazione sono di: sei mesi o 50.000 km, se la vettura viene utilizzata soprattutto in città,  nove mesi o 80.000 km, nel caso in cui si impieghi il veicolo prevalentemente su strade extraurbane e – infine- di  dodici mesi o 150.000 km, se si effettuano soprattutto lunghe tratte in autostrada o su strade extraurbane ad elevato scorrimento.

Più che di una cifra precisa,  e ve lo diciamo pure molto chiaramente, si tratta di importi che possono variare a seconda del tipo di intervento. In commercio, esistono numerosi kit di pulizia del FAP. Ma sapete in che cosa constino?  La confezione contiene una bomboletta di liquido detergente che va spruzzato nel filtro mediante una sonda, ed un secondo flacone con liquido per il risciacquo.

Terminata questa operazione, è possibile eliminare le particelle residue percorrendo qualche chilometro alla guida della vettura. Seguire con la massima attenzione i consigli riportati sull’involucro del kit è importante così come sapere che i prodotti di pulizia vanno utilizzati con il FAP caldo.

Inoltre la  rigenerazione va eseguita servendosi di un dispositivo diagnostico, oppure – come si accennava qui sopra – muovendo la vettura per una mezz’ora. Se non si è sicuri che l’operazione sia riuscita, oppure si voglia essere certi di portare a termine l’intervento nel migliore dei modi, è bene fare affidamento ad un operatore professionale. E questa è un’ eventualità da considerare -soprattutto-  se in caso di anomalia segnalata nel quadro strumenti sia necessario procedere ad una rigenerazione forzata alla centralina, mediante lo strumento di diagnosi collegato alla presa OBD, avendo peraltro cura di portare, per prima cosa in assoluto, il motore alla giusta temperatura di esercizio.

Filtro antiparticolato Giornalemotori.it

Lo stesso si può dire se si vuole effettuare una pulizia ancora più accurata del filtro antiparticolato ma  in questo caso, l’intervento può richiedere diverse centinaia di euro. Se con una “normale” procedura di pulizia non si è riusciti a risolvere i problemi a carico del FAP, non resta altro-  e ve lo diciamo con infinita amarezza-  che provvedere alla sua sostituzione.

Anche qui, i prezzi variano a seconda del tipo e del modello dell’autoveicolo, della tipologia del ricambio e del costo della manodopera. Diciamo che si passa  da 500-600 euro, ma- ed è  bene dirvelo- che  si può arrivare a 5.000 euro.

Detto questo, siamo anche molto tristi nel comunicare che alcune persone sul Web, in particolare sui Social,  fra gli espedienti che darebbero più “vivacità” di risposta alla propria vettura turbodiesel, hanno segnalato  la rimozione del filtro antiparticolato. Si tratta- in poche parole-  di una “modifica” che non ci stancheremo mai  e poi mai  di sconsigliare a chiunque, in quanto è fortemente  vietata dal Codice della Strada- Inoltre, occhio dal momento che  fa decadere-  e pure in men che non si dica-  la garanzia sul veicolo e dà luogo a conseguenze penali che non sono affatto da dimenticare! Si può arrivare a livello di multe anche quasi a 2mila euro.